Trieste celebra a teatro i settant’anni dal ritorno all’Italia

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di Cristina Di Giorgi

La ricorrenza del settantesimo anniversario del ritorno di Trieste all’Italia verrà celebrata anche a teatro: il Politeama Rossetti, infatti, ha annunciato nei giorni scorsi una serie di iniziative per commemorare l’evento, che tra l’altro coincide con i 70 anni dalla sua fondazione, risalente al dicembre 1954.

Il programma prevede innanzitutto l’inaugurazione di uno spazio - la “Sala 1954” - situato al primo piano del palazzo che ospita il Politeama Rossetti, un ambiente polifunzionale che ha la significativa capienza di cinquantaquattro posti, attrezzato per ospitare piccoli spettacoli, conferenze e proiezioni.

Due gli spettacoli che ripercorreranno “le giornate di Trieste”. Il primo è “Trieste 1954” scritto da Simona Orlando e Simone Cristicchi, con l’orchestra del Teatro Verdi di Trieste diretta dal maestro Valter Sivilotti che ha firmato le musiche. Lo spettacolo, gratuito, si svolgerà in data unica il 26 ottobre e vedrà in scena lo stesso Cristicchi che, “fra musica e parole, evocherà emozioni e sentimenti che condussero a quel 26 ottobre di 70 anni fa in cui Trieste si ricongiunse all’Italia”.

Il secondo, in programma dall’1 al 10 novembre, si intitola “26 ottobre: un mare di ombrelli” e ricostruisce la notte tra il 25 e il 26 ottobre 1954, in cui “le memorie, i sentimenti, i diversi pensieri di tre generazioni si affollano nell’attesa di un evento che segna per Trieste, con nove anni di ritardo, la fine della guerra”. L’autore è Gianni Gori e la particolarità dell’evento è che, grazie alla collaborazione con la Rai-Friuli Venezia Giulia, “scritto in forma di radiodramma, andrà in onda sulle frequenze Rai”, mentre “l’edizione teatrale porterà in scena il dietro le quinte del radiodramma”. Tra le altre iniziative: la raccolta di ricordi, in collaborazione con il quotidiano Il Piccolo, di chi era presente nel 1954 in piazza dell’Unità; la proiezione, il 21 ottobre, del documentario “Le ragazze di Trieste” e la mostra fotografica “1954” curata dalla Lega Nazionale, che dal 21 al 27 ottobre sarà allestita nel foyer del Politeama Rossetti.

Francesco Rismondo, l’Assunto di Dalmazia

Nato a Spalato nel 1885, Francesco Rismondo attraversa il confine per arruolarsi volontario nell’esercito italiano. Bersagliere ciclista sul fronte dell’Isonzo, scompare nel 1915, tra le incertezze della prigionia e il mistero della sua morte. Per Gabriele d’Annunzio sarà per sempre «l’Assunto di Dalmazia». Al Pincio, il suo busto custodisce la memoria di un patriota dimenticato.

Il vescovo Polesini torna a Parenzo

Dopo ottantadue anni, il ritratto di Francesco de Polesini, vescovo di Parenzo tra il Settecento e l’Ottocento, torna nella città istriana. Il dipinto, salvato dalla famiglia durante l’esodo e custodito lontano dalla terra d’origine, è stato acquistato dal museo del territorio parentino grazie anche al contributo dell’ultimo discendente, Gian Paolo Polesini. Una storia di memoria, esilio e radici ritrovate.

A Norma Cossetto

Era il 4 di ottobre, forse il 5 di ottantatré anni fa. Di sicuro c’è che la ragazza aveva i polsi legati dal filo di ferro e fu costretta a forza, dopo giorni e notti di violenze subita dai partigiani titini, a raggiungere Villa Surani, il luogo del suo ultimo martirio.