A Norma Cossetto

Era il 4 di ottobre, forse il 5 di ottantatré anni fa. Di sicuro c’è che la ragazza aveva i polsi legati dal filo di ferro e fu costretta a forza, dopo giorni e notti di violenze subite dai partigiani titini, a raggiungere Villa Surani, il luogo del suo ultimo martirio.
Norma aveva da poco compiuto ventitré anni, studiava, era italiana, era soprattutto piena di vita e lo dicevano tutti. Il relatore della sua tesi di laurea, il professor Arrigo Lorenzi. I giovani studenti di Parenzo e Pisino a cui dava ripetizioni. Gli amici del Gruppo Universitario. Papà Giuseppe, Licia, tutti a casa, tutta Santa Domenica di Visinada.
Norma oggi abbraccia tutti i Caduti delle foibe e noi abbracciamo lei ogni giorno più forte.
Nato a Spalato nel 1885, Francesco Rismondo attraversa il confine per arruolarsi volontario nell’esercito italiano. Bersagliere ciclista sul fronte dell’Isonzo, scompare nel 1915, tra le incertezze della prigionia e il mistero della sua morte. Per Gabriele d’Annunzio sarà per sempre «l’Assunto di Dalmazia». Al Pincio, il suo busto custodisce la memoria di un patriota dimenticato.
Dopo ottantadue anni, il ritratto di Francesco de Polesini, vescovo di Parenzo tra il Settecento e l’Ottocento, torna nella città istriana. Il dipinto, salvato dalla famiglia durante l’esodo e custodito lontano dalla terra d’origine, è stato acquistato dal museo del territorio parentino grazie anche al contributo dell’ultimo discendente, Gian Paolo Polesini. Una storia di memoria, esilio e radici ritrovate.


