Tivoli: inaugurato il monumento ai Martiri delle Foibe

di Cristina Di Giorgi

Si è svolta, la mattina di venerdì 2 maggio, la cerimonia di inaugurazione del monumento dedicato alla memoria dei Martiri delle Foibe a Tivoli. La notizia era stata anticipata, con un comunicato pubblicato sul sito istituzionale e diffuso sui profili social del Comune, dall’amministrazione della città. Come spiegato nella nota, l’intenzione era quella di rappresentare «un momento di profonda riflessione e raccoglimento, volto ad onorare la memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata», perché «ricordare significa assumersi la responsabilità della storia, custodirne la verità e trasmetterne il significato alle future generazioni. Con questo monumento la Città di Tivoli intende contribuire ad un percorso di memoria condivisa che unisce l’intera Nazione, rafforzando i valori di solidarietà, giustizia e coesione».

L’intitolazione, si legge sui media, è stata promossa dall’Amministrazione comunale su proposta del sindaco Marco Innocenzi con l’obiettivo di rendere omaggio alle vittime delle violenze avvenute ai danni delle popolazioni italiane di Istria, Dalmazia e Venezia Giulia.

La cerimonia, alla quale hanno preso parte, oltre a rappresentanti delle istituzioni civili, militari e religiose, diversi cittadini, ha voluto essere un momento di riflessione collettiva e un tributo al ricordo storico. Come ha dichiarato nell’occasione il sindaco Innocenzi, «abbiamo voluto rendere visibile ciò che per troppo tempo è stato nascosto: il dolore, l’esilio, l’oblio calato su migliaia di connazionali, colpevoli solo di essere italiani. Ricordare i martiri delle Foibe significa dare voce ha chi non l’ha avuta per troppo tempo e riconoscere l’ingiustizia dell’esodo subito da intere famiglie» che «furono italiani per nascita e per scelta, ma che parte del Paese non seppe accogliere e a cui negò anche la compassione. Tivoli continuerà sempre a ricordare».

Innocenzi ha poi ringraziato, per la sua presenza all’inaugurazione del monumento, il professor Marino Micich, direttore dell’Archivio Museo storico di Fiume e Fabrizio Mariotti, autore dell’opera donata alla cittadinanza: un parallelepipedo in marmo su un lato del quale è scavata una buca rappresentante una foiba. Ai piedi, una lastra di travertino recante l’iscrizione “Ai Martiri delle Foibe, l’amministrazione comunale a loro perenne ricordo”.

Francesco Rismondo, l’Assunto di Dalmazia

Nato a Spalato nel 1885, Francesco Rismondo attraversa il confine per arruolarsi volontario nell’esercito italiano. Bersagliere ciclista sul fronte dell’Isonzo, scompare nel 1915, tra le incertezze della prigionia e il mistero della sua morte. Per Gabriele d’Annunzio sarà per sempre «l’Assunto di Dalmazia». Al Pincio, il suo busto custodisce la memoria di un patriota dimenticato.

Il vescovo Polesini torna a Parenzo

Dopo ottantadue anni, il ritratto di Francesco de Polesini, vescovo di Parenzo tra il Settecento e l’Ottocento, torna nella città istriana. Il dipinto, salvato dalla famiglia durante l’esodo e custodito lontano dalla terra d’origine, è stato acquistato dal museo del territorio parentino grazie anche al contributo dell’ultimo discendente, Gian Paolo Polesini. Una storia di memoria, esilio e radici ritrovate.

A Norma Cossetto

Era il 4 di ottobre, forse il 5 di ottantatré anni fa. Di sicuro c’è che la ragazza aveva i polsi legati dal filo di ferro e fu costretta a forza, dopo giorni e notti di violenze subita dai partigiani titini, a raggiungere Villa Surani, il luogo del suo ultimo martirio.