Edda Cattich - Una vita straordinaria

Nella giornata inaugurale di "Più libri Più liberi", presenteremo il nuovo libro curato dall'Associazione Nazionale Dalmata in collaborazione con Croce Rossa Italiana, scritto da Federico Gennaccari e dedicato alla vita straordinaria di Edda Cattich, esule da Zara e medaglia d'oro della CRI.
SIETE TUTTI INVITATI A PARTECIPARE.
 
«Edda nacque a Zara, il 25 dicembre del 1922, e visse sulla propria pelle le vicende degli esuli giuliano-dalmati. La donna forte e sorridente che ho impressa nella mente è stata testimone di un incubo inimmaginabile: una giovane esule che ha toccato con mano la tragedia del Confine Orientale d’Italia negli anni ’40 del ‘900. “La vita rovesciata”, così definiva quello che era accaduto a lei e alla sua famiglia. Ritengo sia stato proprio questo orrore il “motore propulsore” della sua azione futura: Edda seppe trasformare, infatti, quel dolore in azione, la “vita rovesciata” in un cammino a “senso unico” al servizio degli altri. Tanto che, negli anni ’90, portò aiuto ai profughi del conflitto dei Balcani, in particolare proprio a Zara.
Il cerchio, così, si chiude nella maniera più luminosa possibile: attraverso la solidarietà e l’aiuto ai più vulnerabili che lei ben conosceva perché, a sua volta, lo era stata»
(dalla prefazione del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca)
Presentazione libro

Francesco Rismondo, l’Assunto di Dalmazia

Nato a Spalato nel 1885, Francesco Rismondo attraversa il confine per arruolarsi volontario nell’esercito italiano. Bersagliere ciclista sul fronte dell’Isonzo, scompare nel 1915, tra le incertezze della prigionia e il mistero della sua morte. Per Gabriele d’Annunzio sarà per sempre «l’Assunto di Dalmazia». Al Pincio, il suo busto custodisce la memoria di un patriota dimenticato.

Il vescovo Polesini torna a Parenzo

Dopo ottantadue anni, il ritratto di Francesco de Polesini, vescovo di Parenzo tra il Settecento e l’Ottocento, torna nella città istriana. Il dipinto, salvato dalla famiglia durante l’esodo e custodito lontano dalla terra d’origine, è stato acquistato dal museo del territorio parentino grazie anche al contributo dell’ultimo discendente, Gian Paolo Polesini. Una storia di memoria, esilio e radici ritrovate.

A Norma Cossetto

Era il 4 di ottobre, forse il 5 di ottantatré anni fa. Di sicuro c’è che la ragazza aveva i polsi legati dal filo di ferro e fu costretta a forza, dopo giorni e notti di violenze subita dai partigiani titini, a raggiungere Villa Surani, il luogo del suo ultimo martirio.